Nicolato: «Abbiamo poco tempo per diventare squadra»

Il CT dell'Italia U21 ha parlato alla vigilia dell'amichevole internazionale contro i pari categoria della Serbia in programma domani a Bačka Topola
23.03.2023 16:30 di  Alessandro Paoli  Twitter:    vedi letture
Fonte: figc.it
Paolo Nicolato
Paolo Nicolato
© foto di Getty Images

Il Commissario Tecnico dell'Italia Under 21, Paolo Nicolato, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, come riporta il sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (figc.it), durante la conferenza stampa svoltasi quest'oggi, giovedì 23 marzo, alle ore 12:00 presso l'Hotel "PATRIA"**** Subotica di Subotica (Serbia) alla vigilia dell'amichevole internazionale contro i pari categoria della Serbia in programma domani, giovedì 24 marzo, alle ore 18:00 presso il TSC Arena di Bačka Topola (Serbia):

«Credo sia sbagliato parlare di esperimenti - dichiara il CT azzurro -. Dobbiamo solo cercare di conoscere al meglio i giocatori che abbiamo a disposizione. Le scelte che farò per queste due partite non dipendono tanto dall'avversario quanto dal fatto di dare opportunità a tutti i ragazzi che abbiamo, visto che non ne avranno più da qui all'Europeo. Tutti mi hanno mostrato grande disponibilità, ma il campo è un'altra cosa e il livello dell'Europeo è più alto di quello che abbiamo affrontato finora e che troveremo in queste due partite».

«La possibilità di alzare il ritmo è una prerogativa di chi ha qualità - prosegue Nicolato -, ed è una discriminante. Quello internazionale è un ritmo importante e a me serve capire, oltre alle qualità tecniche, a che ritmo si esprimono quelle qualità. A giocare a ritmi bassi sono bravi tutti, la realtà è che le categorie si distinguono soprattutto per il ritmo con cui si eseguono certi gesti. Sulla qualità non abbiamo problemi».

Sul modulo: «Siamo partiti con il 4-3-3, poi siamo passati al 3-5-2. Ma in generale voglio scegliere un gruppo di giocatori che non dipenda da un sistema di gioco: dobbiamo avere le caratteristiche per cambiare sistema. Ripartiremo dal 3-5-2, però non escludo altre soluzioni. Quello che dobbiamo sempre tenere a mente sono i principi di gioco».

Su quanto inciderà sulle sue convocazioni il fatto che, tra maggio e giugno, l'Italia sarà impegnata nella FIFA U-20 World Cup Indonesia 2023, nella UEFA European Under-21 Championship Georgia-Romania 2023 e 2023 UEFA Nations League Finals: «Ragiono di sistema, non in maniera egoistica. Faremo una riflessione tale da garantire a entrambe le squadre di fare una grande competizione. Capiremo quali giocatori sono indispensabili per noi, quali potremo lasciare all'Under 20 e quali verranno chiamati in Nazionale A a giugno. Vedo comunque come una difficoltà il fatto di dover diventare squadra in poco tempo. Abbiamo fatto una prima fase con un gruppo omogeneo e una seconda fase in cui abbiamo dovuto percorrere altre strade: questa è la sfida più grande perché non siamo riusciti a fare un percorso lavorando sempre sulla stessa squadra. Ogni stage abbiamo almeno 10-12 giocatori rispetto allo stage precedente. Ma dobbiamo dare il massimo, anche oltre le nostre possibilità».

Su cosa chieda ai suoi Azzurrini: «La squadra sa quanto io sia esigente e sanno quanto non accetti comportamenti diversi da quello di privilegiare lo scopo collettivo del nostro lavoro».

Sulla Serbia: «Da loro mi aspetto grande dinamismo, qualità tecniche e talento. Dobbiamo valorizzare la prestazione, per migliorare sempre di più. Alzando il livello delle prestazioni si alza la possibilità di fare risultato».